ALCHIMIA O SCIENZA? 

 

Il testo unificato sulle “Medicine e Pratiche non convenzionale” – relatore Francesco Paolo Lucchese – è un documento complesso che sostanzialmente legittima molte pratiche attualmente al di fuori dell’ortodossia medica, anche se la Federazione degli Ordini dei Medici aveva già improvvidamente accettato di costituire all’interno del suo ordinamento un albo di medici dedicati alla medicina non convenzionale. La legittimazione sarebbe avallata dal riconoscimento di un fantomatico “principio del pluralismo scientifico” attribuito all’art. 32 della Costituzione, peraltro non reperibile almeno nella Costituzione italiana. La necessità di “un’adeguata qualificazione professionale degli operatori sanitari delle pratiche mediche non convenzionali” è garantita, nel presunto interesse dei pazienti, da una serie di provvedimenti:

·       l’identificazione delle associazioni e società “scientifiche” (sic) delle pratiche non convenzionali per inserire 6 rappresentanti nel Consiglio Superiore di Sanità e 16 rappresentanti in una Commissione permanente da istituirsi presso il Ministero della Salute a cui spetterebbero una serie di attività e controlli riguardo la formazione, i titoli accademici e l’educazione continua degli operatori sanitari, nonché l’accreditamento delle associazioni e degli istituti che si occupano di medicina non convenzionale;

·       le prime pratiche che vengono prese in considerazione sono agopuntura, fitoterapia, omeopatia, omotossicologia, medicina antropofisica, medicina tradizionale cinese, ayurveda e medicina manuale. A queste pratiche corrisponderanno 8 commissioni che dovranno stabilire i criteri per la formazione post-laurea, dato che solo i laureati in medicina, odontoiatria e veterinaria potranno esercitare queste professioni. Le università devono istituire (entro 3 mesi dall’approvazione della legge) “corsi di studio post-laurea” per il rilascio del diploma di esperto nelle professioni sanitarie non convenzionali (comparabili a vere e proprie specializzazioni mediche);

·       vengono istituiti corsi di laurea in osteopatia e chiropratica, con relativo Albo professionale per i laureati. Sempre ad opera delle Università si realizzeranno corsi di laurea triennali per le seguenti attività: naturopatia, shiatsu, riflessologia, pranoterapia;

·       presso il Ministero della Salute è istituita una Commissione dei medicinali non convenzionali (una specie di CUF parallela) che approva questi “farmaci”, crea un Prontuario e ne monitorizza eventuali reazioni avverse.

La legge, che consta di 5 capi e di 30 articoli, mette in moto ben 34 commissioni con oltre 300 membri, richiede una relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione, detta norme transitorie per coloro che esercitano già la professione in questione, il tutto senza alcun aggravio per il bilancio delo Stato. Sembra un incubo!

In un’epoca caratterizzata da progressi scientifici senza precedenti, in cui dominano la gnomica e la proteomica, si sente la necessità di riesumare vecchie pratiche che hanno a che fare molto più con l’alchimia e la magia piuttosto che con la scienza! Un disprezzo senza ritegno per la ricerca e per la scienza sembra invadere questa legge.

L’invocata protezione della salute attraverso lauree e specializzazioni è ingannevole: l’omeopatia resterà sempre una terapia con il nulla, indipendentemente dal fatto che sia esercitata da medici con tanto di laurea. Sarebbe come dire che gli oroscopi diventerebbero veritieri se preparati da laureati in astronomia. Sarà interessante verificare come opererà la commissione che deve certificare per i pranoterapeuti la capacità di emissione di flussi bioterapici; siamo al ridicolo! L’introduzione nelle Università statali degli insegnamenti di discipline che non hanno alcuna base scientifica è senza precedenti in tutto il mondo occidentale. L’Università, già mal ridotta nel nostro paese, riceverà il colpo di grazia attraverso questi nuovi ingressi, che indurranno una forma di schizofrenia in cui si dovrà insegnare al tempo stesso la biologia molecolare e l’ayurvedica.

Metter tutto sullo stesso piano l’insegnamento basato sulle superstizioni e quello fondato sulle regole di Galileo, non può creare che confusione. A proposito, ci sarà una reazione dei rettori e dei presidi di facoltà o invece si accetterà tutto passivamente? Nel futuro la presenza di laureati in discipline non convenzionali avrà molteplici conseguenze: sarà difficile decidere a chi rivolgersi, in fondo sono tutti laureati dalla stessa università. Aumenteranno i casi curati impropriamente o sottratti a terapie efficaci. La presenza ufficializzata di una CUF ad hoc per i “farmaci” della stessa medicina alternativa aumenterà il già consistente business dei rimedi omeopatici e fitoterapici. Il passo successivo, se passerà questa legge, sarà inevitabilmente quello di ottenere l’introduzione della medicina non convenzionale nel SSN, con conseguente aumento della spesa e, dati i limiti economici del paese, in un ridimensionamento della disponibilità per le terapie che, dopo tutto, rappresentano un miglioramento della qualità e un allungamento della vita. Sarà interessante vedere la posizione dei ministri interessati.

 

SILVIO GARATTINI

 

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